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tuareg

I Tuareg, definiti "gli ultimi uomini liberi", sono una popolazione berbera africana che vive semi-nomade nel zona del Sahara centrale, soprattutto in Mali e Niger ma anche in Algeria, Libia, Burkina Faso e Ciad. La loro lingua, il tamahaq, tamashek o tamajeq, è un dialetto del berbero.

Un tempo divisi in tribù guerriere eternamente nemiche le une delle altre, vengono chiamati "uomini blu" perché portano sempre un caratteristico turbante blu scuro, che, come una maschera, lascia scoperti solo i loro occhi; e la pelle, con gli anni, prende lo stesso colore di quella maschera che essi non si tolgono mai. Aristocratici e alteri, vivono nelle loro tende lussuose e disegnano ogni tipo di lavoro: un tempo erano predoni implacabili e feroci, oggi vivono della pastorizia esercitata dai loro servi.

Per quanto riguarda il loro aspetto fisico costituiscono la popolazione a statura più alta di tutta l’Africa settentrionale. La faccia è lunga e stretta, con un contorno perfettamente ovale, mento appuntito e naso lungo. La corporatura è robusta, i capelli neri sono generalmente rasati sulla testa dei giovani, mentre gli adulti, maschi e femmine, portano i capelli lunghi e intrecciati. Gli uomini, tradizionalmente, fanno crescere la barba ma sono privi di baffi, le donne curano l'estetica della pelle usando ocra rossa a scopo protettivo. Gli occhi sono scuri. Molto frequentemente la palpebra superiore tende a superare quella inferiore e a formare una piega nell’angolo esterno. Questa caratteristica permette un’ottima difesa dalla luce intensa e dal vento.

I Tuareg si coprono meticolosamente tutto il corpo ad eccezione dei piedi, mani e di un’apertura davanti agli occhi. Il soprannome "Uomini Blu", deriva dalla tradizione degli uomini di coprirsi il capo ed il volto con un velo blu (la tagelmust), del cui colore rimangono alcune tracce anche sulla pelle. Questo velo non viene tolto nemmeno durante il sonno: solo mentre mangiano devono, per forza, abbassare il lembo inferiore per lasciare libera la bocca. Un simile costume ha una ragione molto pratica: la protezione degli occhi e delle vie respiratorie dai raggi del sole e dalla sabbia che il vento solleva ovunque. Intorno alla vita portano una cintura di cuoio molto alta e dura per mantenere rigidamente eretto il tronco e sostenendolo durante l’ondulata marcia sul cammello. Le donne vestono un lungo telo colorato che avvolgono attorno al corpo. Ai piedi vengono calzati leggerissimi sandali di cuoio con la suola ripiegata in alto sul davanti, in modo da facilitare il cammino sulla sabbia. Sia uomini che donne portano molto spesso gioielli e amuleti come pendagli e braccialetti, quasi sempre d’argento, finemente lavorati.

La società tuareg tradizionale è molto gerarchizzata. Al suo interno si distinguono diversi livelli (caste). In particolare, le tre classi principali sono: gli appartenenti alle tribù nobili, i "tributari", gli appartenenti a tribù vassalle e gli schiavi negri. I nobili costituiscono la classe più pura. Leggi severe proibiscono a qualsiasi nobile di sposare una donna di un’altra classe. Soltanto le donne nobili possono unirsi in matrimonio con un vassallo. La classe dei nobili comprende i più grossi proprietari di greggi e cereali. I vassalli sono piccoli proprietari soggetti ad un nobile. I servi, praticamente schiavi, sono di origine negroide e provengono dalle razzie che in passato compivano i Tuareg a danno di tribù negre.  Gli operai, specialmente i fabbri, vengono grandemente disprezzati dai Tuareg che li considerano amici del "diavolo". Il re viene eletto dai nobili. Spesso succede che un uomo possieda più schiavi di quanti gli occorrono e possa mantenere, allora concede loro la libertà. A uno schiavo può essere donata la libertà solo se è giovane e forte abbastanza per provvedere al proprio sostentamento. Schiavi vecchi e malati non vengono mai liberati e il loro padrone li deve mantenere.