Hamar

Gli Hamar sono una tribù che si trova nel sud-ovest dell’Etiopia. Essi vivono nel distretto Hamer Bena, un’ area fertile della valle dell’Omo, prevalentemente di agricoltura e allevamento.
La gente Hamar migra ogni pochi mesi per trovare nuovi pascoli per le loro capre e bovini. Le capanne sono rotonde e coniche, realizzate da un telaio a cupola di rami ricoperti di erbe, stuoie e pelli. Un villaggio può essere semplicemente formato da una ventina di capanne attorno ad un luogo di incontro, dove si tengono le danze e le feste, e da un recinto per le capre e i bovini. Gli Hamar spesso commerciano con i loro vicini per ottenere il sorgo e il mais che non coltivano da soli. Dalle capre e dai bovini ricavano latte e carne. Il sorgo è trasformato in una frittella e viene mangiato con uno stufato. Gli uomini di solito indossano una gonna a scacchi di stoffa, mentre le donne vestono gonne di pelle di mucca.
I mercati settimanali di Dimena e Turmi sono momenti molto importanti per gli appartenenti a questa e altre tribù che si ritrovano per comprare, vendere, scambiare ogni sorta di merce. Si contraddistinguono per le elaborate acconciature femminili e per le decorazioni del viso nei giovani maschi. Quando un giovane Hamar diventa adulto è sottoposto ad una iniziazione che prevede di saltare da una schiena all’altra di numerosi tori che vengono allineati per il rito. Il rito di passaggio, che deve essere compiuto prima che l’uomo si sposi, prevede che il bestiame (composto solo da bovini maschi castrati e vacche) venga saltato con successo per quattro volte. Questo evento viene affrontato dai giovani completamente nudi, fatta eccezione per alcune corde incrociate sul petto, per simboleggiare l’abbandono della fase della vita contraddistinta dalla fanciullezza. Finito questo rito di iniziazione, il nuovo adulto si unisce alla schiera dei Maza, altri uomini che hanno recentemente superato la stessa prova e che trascorreranno i prossimi mesi della loro vita a supervisionare questi eventi nei villaggi sparsi in tutto il territorio Hamar. Durante la prova del salto dei tori il bestiame è tenuto fermo dai Maza, pertanto il rischio fisico è limitato.
I maza sono anche responsabili di un rituale che precede il salto principale bestiame. Le giovani donne del villaggio, per dimostrare l’amore nei confronti del ragazzo sottoposto alla prova, provocano volontariamente i maza affinchè questi flagellino le loro schiene nude con dei bastoni che infliggeranno ferite che le segneranno per tutta la vita.
Tuttavia, queste ferite sono viste come segni di bellezza, coraggio e amore indelebili nel tempo. Per questo gran parte delle donne del villaggio sono desiderose di partecipare al rituale.
Solitamente le donne finiscono col diventare i capi delle famiglie, per il fatto che hanno sposato uomini molto più vecchi di loro da giovani. Quando il marito muore alle donne rimane il controllo degli affari della famiglia e del bestiame. Su di loro grava anche la responsabilità dei fratelli più giovani e del loro bestiame nel caso i loro genitori siano morti. Le vedove non possono risposarsi.
Le cerimonie che seguono al rito di iniziazione finiscono con alcuni giorni di festa, tra le danze dai tipici salti, accompagnati da tanta birra di sorgo quanto la famiglia del giovane che ha compiuto la prova è in grado di offrire.
Gli Hamar sono in gran parte animisti e musulmani.
Nel 2007 un censimento nazionale indicava che il gruppo etnico degli Hamar è composto da circa 46000 persone (circa l’0.1% della popolazione nazionale) delle quali solo una minima parte (meno dell’1%) vive in aree urbane.

