Sozaboy
Ken Saro-Wiwa
Sozaboy
Baldini Castoldi Dalai Editore, 1985, pp. 285
“Quando mi chiesero il mio nome, risposi soltanto <<Sozaboy>>. Penso che il mio nome gli piace, perché mi chiamano tutti <<Sozaboy>> in continuazione, sia se devono dirmi qualcosa o no. E io sono proprio orgoglioso. E non soltanto perché mi chiamano <<Sozaboy>>, <<Sozaboy>>. Ma perché ormai sono proprio un vero soldato.”
Soldier boy, in pidgin nigeriano Sozaboy, è il capolavoro di Ken Saro-Wiwa. Il romanzo è un racconto - denuncia della guerra civile che ha sconvolto la Nigeria tra il 1967 e il 1970, narrato in prima persona da Mene, un ragazzo originario di Dukana, villaggio nella regione del Delta del Niger.
Mene, apprendista autista di autobus, si arruola ingenuamente nell’esercito, divenendo un Sozaboy. Ben presto però si ritrova a combattere una guerra di cui gli sfugge il senso e da cui cercherà di fuggire.
Sullo sfondo della guerra civile, Ken Saro-Wiwa racconta il contesto politico della Nigeria post-coloniale, caratterizzato dalle tensioni provocate dalla scoperta del petrolio, dalla corruzione e dalle sofferenze patite dalla popolazione.
Scritto in pidgin (inglese nigeriano), il romanzo presenta uno stile linguistico incredibile, unico nel suo genere, a tratti comico e paradossale. Attraverso il linguaggio, colorito, spontaneo e vero, Saro-Wiwa riesce a trasmettere tutta l’ingenuità e allo stesso tempo la forza del protagonista.
Ken Saro-Wiwa (Kenule Benson Tsaro-Wiwa), nasce nel 1941 a Bori nella regione del Delta del Niger, in una famiglia di etnia Ogoni. Intellettuale brillante, lavorò a teatro, in televisione e in politica. La sua battaglia civile e politica in difesa dei diritti del popolo Ogoni, gli costò la vita. Il 10 novembre 1995 venne impiccato a Port Harcourt dal regime militare di Abacha. E’ considerato tra gli intellettuali più significativi dell’Africa post-coloniale.

