Calixthe Beyala

Gli alberi ne parlano ancora

Epochè 2002, pp. 357

“Gli abitanti del villaggio entrarono e si sedettero per terra a gambe incrociate. Le loro sagome brillavano alla luce delle torce come fiammelle azzurre. I loro nasi fremevano, le bocche sbattevano senza emettere suoni. Conoscevamo le storie delle mamiwater, quegli spiriti dell’acqua che seducevano i pescatori e li trascinavano in fondo al mare. Ma incontrarne una vera era un tal prodigio che avevamo bisogno di spiegazioni.”

Edena, protagonista e voce di questo racconto, come nella più classica tradizione dei griot, arrivata all’età di cento anni decide di narrare la storia della sua vita e del suo villaggio.

La narrazione ha come sfondo la storia coloniale del Camerun e si perde nel mito e nella leggenda, dando vita a personaggi fiabeschi e surreali. Assanga Djuli, il capovillaggio, alto quanto un baobab, Michelangelo di Montparnasse soldato francese che cerca di integrarsi nella vita del villaggio africano, Fondamento di Piacere, lussuriosa seconda moglie del capovillaggio, Cristiano n°1, primo battezzato del villaggio (e le sue sorelle, Cristiana n°2 e Cristiana n°3) e Awono Awono, guaritore dal passato oscuro, sono alcune delle curiose figure che popolano il romanzo.

Il racconto, suddiviso in 16 veglie, appare come sospeso tra magia e realtà, tra tradizione e progresso, e utilizza un linguaggio a tratti ingenuo e infantile ma ricco di sottintesi e sottile ironia. L’autrice affronta temi importanti come la doppia colonizzazione subita dal Camerun (prima tedesca e poi francese), la guerra, l’amore, il sesso e la religione, descrivendo in chiave quasi allegorica la vita di un villaggio camerunense dei primi decenni del Novecento.

Calixthe Beyala è una scrittrice camerunense nata a Douala nel 1961. Scrive in lingua francese e attualmente vive e lavora a Parigi. E’ membro del Coordinamento internazionale per il Decennio francese, istituzione che a sua volta promuove il Decennio internazionale di promozione di una cultura della non violenza e della pace a profitto dei bambini del mondo. Il suo primo libro “A bruciarmi è stato il sole” pubblicato nel 1987, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Tra i suoi ultimi romanzi vi sono “Come cucinarsi il marito all’Africana” (2002) e “La piantagione” (2005).

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