copertina OnitshaJean-Marie Gustave Le Clèzio

ONITSHA

Bur Univ. Rizzoli, 1992, pp. 236

“L’Africa brucia come un segreto, come una febbre. Geoffrey Allen non può distogliere lo sguardo, nemmeno un istante, non può sognare altro sogno. E’ il volto scolpito dalle iniziali itsi, il volto mascherato degli Umundri. Il mattino, sulle banchine di Onitsha, attendono immobili, in equilibrio su una gamba, simili a statue bruciate, gli inviati di Chuku sulla terra.”

Il romanzo prende spunto da un fatto autobiografico e narra le vicende di Fintan, un ragazzino di dodici anni, il quale parte per l’Africa insieme alla madre per raggiungere il padre, funzionario inglese della United Africa Company. Ad Onitsha, in Nigeria, Fintan scoprirà un nuovo mondo abitato da personaggi insoliti che, nel bene e nel male, lo aiuteranno a crescere e diventare adulto. La storia si perde nel mito della città di Meroe e della sua fondatrice, la regina Amanirenas in fuga dall’antico Regno d’Egitto e per la quale Geoffrey, il padre di Fintan, nutre una vera e propria ossessione.

L’Africa di Onitsha è però l’Africa coloniale, dove i bianchi europei vivono da padroni sulle spalle degli abitanti africani, un mondo da cui la famiglia di Fintan deciderà di fuggire.

Un libro intenso, complesso e con visioni a tratti oniriche, dove le vicende drammatiche della decolonizzazione si intrecciano alla storia, alla leggenda e alle vite dei suoi personaggi.

Jean-Marie Gustave Le Clèzio è uno scrittore francese originario delle Mauritius. Da bambino ha vissuto in   Nigeria, dove il padre lavorava come medico. E’ stato docente universitario in Thailandia, in Messico e negli Stati Uniti. Tra i suoi romanzi più celebri vi sono “Deserto” (1980), “Il cercatore d’oro” (1990), “Stella errante” (2000), “L’Africano” (2007), “Il continente invisibile” (2008). Considerato il più grande scrittore vivente in lingua francese, nel 2008 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.

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