Calixthe Beyala

Come cucinarsi il marito all'africana

Edizioni Epoché, 2004, pagg. 149

Così per caso mi sono imbattuta in questo romanzo di Calixthe Beyala,  che ho trovato delizioso. Il titolo è di per sé molto intrigante e invitante, e divertente e ironica, nonostante l’amarezza di fondo, è la storia della signorina Aissatou, africana trapiantata nella fredda Parigi e follemente innamorata, e disposta a tutto, per il signor Bolobolo, un maliano suo vicino di casa.

Il signor Bolobolo è un “osso duro” da conquistare e Aissatou deve sfoderare tutte le sue arti e armi segrete, le pozioni magiche e i misteriosi “mix” afrodisiaci, trasmessi a lei da sua madre, contro i quali l’ignara preda nulla potrà.

Il libro, anche se apparentemente leggero e scanzonato, lascia trasparire tutta l’amarezza della giovane protagonista ( la stessa autrice?), che non si ritrova più nella fredda e asettica società europea, che tutto consuma rapidamente, imponendo i propri modelli. Così Aissatou si sente un’aliena rispetto alle altre donne: lei, che incarna la bellezza africana, un po’ rotondetta nei “punti giusti”, non può competere con le “super magre”, costantemente a dieta e ad ammazzarsi in palestra. Pertanto usa le sue armi africane per ammaliare  Bolobolo: gombo alla paprika, tartaruga verde di bosco (o rana pescatrice) con banane “plantain” verdi, gombo alla coda di bue, antilope affumicata ai pistacchi, porcospino alle mandorle di mango selvatico, e l’afrodisiaco succo di zenzero. Ogni capitolo si chiude con una sfiziosa ricetta africana, con la quale Aissatou cerca di adescare l’amato. Il romanzo si trasforma anche in un bel libro di ricette esotiche in cui cimentarsi (sempre che si riescano a trovare gli ingredienti).

Il racconto, ironico e travolgente, come tutti quelli di Calixthe ha un tono amaro fino all’epilogo: “vent’anni si sono sgranati come perle di un rosario, insensibilmente, appassionatamente, dolorosamente… Bolobolo tesseva le peggiori menzogne per coprire i suoi misfatti…Si dimenticò sistematicamente dei miei compleanni…Fui invasa dalle tenebre…” finché, come per miracolo “…o per uno strano processo di trasmutazione, a cambiare fu Bolobolo: smise di uscire e di tradirmi, spense quella sua aria sdegnosa e mi aiutò a lavare i piatti…”. Aissatou ogni tanto gli prepara un potente succo di zenzero e “…  lui sa dove inesorabilmente lo conduce quella bevanda… E’ così che ci si cucina il marito all’africana.”

Calixthe Beyala, l’amazzone della letteratura, come è stata definita, originaria del Camerun, vive e lavora a Parigi. Con Gli Onori Perduti (2003)  ha vinto il Grand Prix du roman de l’Academie francaise. Tra le altre sue opere: A bruciarmi è stato il sole, Selvaggi Amori. Sempre al centro dei suoi romanzi è l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature e situazioni, emozioni gioie e dolori.

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