Recensione scritta da Annabis

Alexander McCall Smith

Il buon marito

TEA, 2009, pp. 234

Continuano le indagini di Precious Ramotswe, detective del Botswana dalla corporatura tradizionale, e della sua occhialuta assistente Grace Makutsi, ma questa volta la Ladie’s Detective Agency nr.1 si avvale anche della collaborazione di un uomo, investigatore improvvisato e alquanto maldestro, nonostante l’impegno. Il signor JLB Matekoni, ottimo meccanico titolare dell’Officina Speedy Motors di Gaborone e marito di Preciuos Ramotswe, si cimenta infatti in alcuni pedinamenti di un riccone presunto fedifrago, dall’esito a sopresa. Il caso più importante coinvolge Precious nelle morti misteriose di tre degenti avvenute in un ospedale, tutte di venerdi e tutte alle 10 del mattino. Grace Makutsi si occupa invece di furti in una tipografia. Comico l’incontro con la titolare della ditta e tutta l’indagine in generale. Questi i fatti, ma sotto sotto (direi nel consueto stile “easy to read”) questo libro sfiora alcuni temi interessanti: l’autorealizzazione che passa da riconoscimento dei propri talenti , e dunque dei propri limiti, e la questione morale legata al fatto di compiere del male senza volerlo. Non ultimo: l’obiettività di giudizio è veramente difficile da raggiungere, e la vicenda capitata al buon marito-meccanico-investigatore di Zebra Drive ce lo dimostra con chiarezza e semplicità.

Alexander McCall Smith. Nativo dello Zimbabwe, ha completato gli studi in Scozia. Professore di Medicina Legale all’Università di Edimburgo e Vicepresidente della Commissione inglese per la Genetica, ha scritto numerosi saggi specialistici. La sua “vena letteraria ha dato origine ai casi di Precious Ramotswe e ai casi di Isabel Dalhousie, una investigatrice filosofa. Dalle storie di Precious Ramotswe è stata tratta una miniserie televisiva per la BBC.

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