Sardine
Nuruddin Farah
Sardine
Edizioni Lavoro, 1981, pp. 273
“Tumuli alti come dune di sabbia, intervallati ora da un cactus, ora da un cespuglio del deserto. Le lapidi che indicavano le tombe erano scure come polvere. Fatima bint Thabit si inginocchiò in atto di reverenza davanti a ogni tumulo, cominciando da quello che recava un’iscrizione ormai illeggibile. Medina sapeva bene di quale tomba si trattava: era quella di Abu Bakr, il capostipite della famiglia, che aveva varcato il mare e gettato gli occhi e l’ancora sulla gemma prescelta: Mogadiscio.”
Nuruddin Farah racconta la Somalia di fine anni ’70, gli anni del regime di Siyad Barre. Secondo romanzo appartenente alla trilogia dal titolo “Variazioni sul tema di una dittatura africana”, Sardine esplora un mondo tutto al femminile dove le protagoniste sono un gruppo di donne e i loro dialoghi. Medina giornalista di successo, separata dal marito e sua figlia Ubax, Sagal l’amica a cui riserva le sue confidenze, la madre Fatima bint Thabit, di origine yemenita e legata alle tradizioni arabe conservatrici che vogliono la donna confinata tra le mura domestiche, Idil suocera autoritaria che pretende di controllare la vita coniugale del figlio e l’educazione della nipote e Sandra, discendente dei primi colonizzatori italiani in Somalia, sono alcune delle figure femminili che animano il romanzo di Farah.
Le differenze di età, razza, mentalità e religione si mescolano allo scontro tra sessi, creando un vasto repertorio di relazioni di potere e offrendo uno spaccato della vita sociale e culturale della Mogadiscio degli anni ’70, caratterizzata dai movimenti di opposizione al regime e dalle dure repressioni politiche.
Nuruddin Farah nasce nel 1945 a Baidoa, nell’allora Somalia italiana. Nel 1966 vince una borsa di studio e si trasferisce in India, dove rimane fino al 1969, anno del colpo di stato di Siyad Barre. Fino al 1974 è docente presso l’Università di Mogadiscio e in seguito professore presso le Università di Londra, dell’Essex e di Bayreuth (Germania). Non potendo rientrare in Somalia a causa di dissidi con il regime, vive in Italia fino al 1979. Si trasferisce in seguito in Nigeria, Gambia, Sudan, Uganda e Sud Africa (dove vive tutt’ora), insegnando presso diverse Università. Fra le sue opere principali, i tre romanzi della trilogia Variazioni sul tema di una dittatura africana, Latte agrodolce (1979), Sardine (1981)) e Chiuditi Sesamo (1982), una seconda trilogia iniziata nel 1986, Blood in the Sun, che comprende Mappe (1986), Doni (1992) e Segreti (1998). Nel 2000 ha pubblicato il risultato di molti anni di ricerche sulle vicende dei profughi somali, un saggio intitolato Yesterday, Tomorrow. Voices from the Somali Diaspora. Il suo ultimo romanzo è Nodi (2008).

