Il nome “Etiopia” può essere adottato con la nascita del regno di Axum, un centro situato nella zona settentrionale dell’Altopiano, che si trova attualmente nella regione del Tigrai.

La data di fondazione adottata convenzionalmente è il X secolo a.C. E’ infatti il più antico stato africano e i testi classici chiamavano “Etiopia” o “terra degli Etiopi” tutta la regione a sud della prima cateratta del Nilo.

Le cronache del Kebra-Negast (Gloria dei Re), compilate fra il 1314 e il 1322, hanno creato una mitologia sulle origini di Axum. L’autenticità del racconto sarebbe assicurata dalla traccia fornita da un testo copto del IV secolo rinvenuto a Costantinopoli nella Chiesa di Santa Sofia. La leggenda racconta l’incontro fra re Salomone e la Regina di Saba; dalla loro unione nacque Menelik I, capostipite della dinastia etiope, il quale rese Axum una “seconda Gerusalemme”, trasferì in Etiopia l’Arca dell’Alleanza e istituì per sé e per i suoi successori, il titolo di Leone di Giuda.

Il rafforzamento del regno di Axum si ebbe grazie alla costruzione del porto di Adulis, i cui resti sono localizzati oggi vicino a Massawa, sul Mar Rosso. Lungo la direttrice Axum-Adulis si articolerà infatti, soprattutto a partire dal 100-200 d.C., l’espansione e l’influenza del Regno Etiopico, che assunse un posto di rilievo per i commerci con l’Oriente.

Intorno al 300 d.C. l’Etiopia divenne una terra cristiana. In questi anni infatti Axum intrattenne fervidi rapporti con i romani d’Oriente. Il re Ezana si convertì fra il 320 e il 335, divenendo il primo sovrano etiope cristiano. La conversione della popolazione tuttavia, avvenne più tardi, verso il IV-V secolo ad opera di alcuni monaci siriani i quali tradussero in gheez (oggi lingua ufficiale della chiesa etiope) le Sacre Scritture.

Il cristianesimo divenne il tratto saliente dell’identità nazionale etiope e un criterio assoluto di legittimità per la dinastia, ancor più importante dopo che la diffusione dell’Islam trasformò il Regno dell’Altopiano in una sorta di “isola cristiana” nella regione. La chiesa d’Etiopia adottò la versione monofisita del cristianesimo, instaurando dunque un legame con la Chiesa copta d’Egitto.

Il regno di re Ezana segnò dunque l’apogeo di Axum. La spinta espansiva del regno fu enorme: a nord contro i nomadi di etnia beja e contro il regno di Meroe, a sud contro i regni cusciti semi-autonomi.