1883: Madagascar
All’inizio del 1800 i Britannici decisero di tentare la loro espansione in Madagascar. L’isola all’epoca era una monarchia governata dalla dinastia Merina, etnia originaria del sud-est asiatico. In quegli anni, re Radama I, mirava ad unificare il paese grazie alle armi e agli insegnamenti militari inglesi. Firmò quindi alcuni trattati con la Corona inglese, permettendo loro la presenza di missionari protestanti e dichiarando fuori legge il commercio degli schiavi. Nel 1821 prese potere sua moglie, la regina Ranavalona I, la quale decise di espellere dal paese tutti gli stranieri, indebolendo notevolmente il potere britannico. Nel frattempo suo figlio, il principe Rakoto, scrisse una lettera a Napoleone III chiedendogli di invadere il Madagascar e, nel 1855, firmò in segreto la cosiddetta "Carta di Lambert" con la quale l’avventuriero francese Lambert ottenne i diritti esclusivi su tutte le estrazioni minerarie, sulle foreste e le terre incolte, in cambio di una tassa del 10% alla monarchia di Merina.
Dopo la morte della regina, nel 1861, Rakoto divenne re con il nome di Radama II ma venne assassinato due anni dopo, lasciando il potere a sua moglie Rasoherina, la quale salì al trono con il nome di Ranavalona II. A partire dal 1864, il Primo Ministro Rainilaiarivony revocò la carta di Lambert, tentò di modernizzare le condizioni del regno ponendo ufficialmente termine alla schiavitù nel 1877, modernizzando il sistema legislativo nel 1878 e redigendo una nuova costituzione nel 1881. Con lui l'influenza britannica crebbe notevolmente, soprattutto in campo religioso e economico.
La revoca della Carta di Lambert e la lettera scritta a Napoleone III vennero usate dai francesi come pretesto per invadere il Madagascar e nel 1883 ebbe inizio la spedizione francese per il controllo del paese. Nel maggio 1855 l’esercito francese invase la città di Majunga e mandò un ultimatum a Tananarive, chiedendo il riconoscimento dei diritti francesi nel Madagascar del nordest, un protettorato francese sull'etnia Sakalava e 1.500.000 franchi. La regina rifiutò le condizioni dell'ultimatum e i francesi di contro intensificarono i loro bombardamenti, arrivando a occupare la capitale. La stessa regina morì durante la battaglia e le successe Ranavalona III. Nel dicembre 1885 viene firmato il trattato di pace con la cessione ai francesi della città di Antsiranana (chiamata anche Diego Suarez) e il pagamento di 10 milioni di franchi da parte del Madagascar. Nel trattato era inoltre inclusa una "Lettera Istruttiva" che non venne letta durante la firma dell’accordo ma che garantiva alla Francia il controllo della politica estera del Madagascar, facendolo diventare, di fatto, un protettorato francese. Sarà questa incomprensione a far scoppiare una seconda spedizione, che avverrà circa 10 anni più tardi.