1200: Ghana
Intorno al 1200, alcuni popoli di etnia Ashanti e Akan migrarono verso la zona delle foreste dell'attuale Ghana, fondando piccoli stati nei dintorni collinosi dell'attuale Kumasi. Durante gli anni di splendore dell'Impero del Mali, sia gli Ashanti che gli Akan si arricchirono attraverso il commercio dell'oro estratto nel loro territorio e venduto ai mercanti arabi.
L'organizzazione politica degli Akan era incentrata su vari clan, ciascuno presieduto da un leader supremo, chiamato Amanhene. Uno di questi clan, chiamato Oyoko, colonizzò la zona forestale subtropicale, fondandovi la cittadina di Kumasi.
A metà del 1600, il clan Oyoko, sotto la guida di Oti Akenten iniziò un processo di consolidamento dei clan Ashanti, riuscendo a riunirli in una confederazione dove però ciascun capo manteneva la supremazia sul proprio clan. Tale consolidamento fu in parte ottenuto per via militare, ma soprattutto motivando i clan Ashanti contro il clan Akan dei Denkyira, che dominava nella regione. La lotta fu aspra e durò tre anni, terminando con la creazione di un’unica realtà politica estesa dal Ghana centrale fino agli attuali Togo e Costa d'Avorio, con capitale presso la città di Kumasi. Tra il XVIII e il XIX secolo l'Impero prosperò soprattutto grazie ai commerci di oro e schiavi con i mercanti europei insediati nella Costa d'Oro.
Negli anni successivi il regno Ashanti si espanse verso nord, conquistando diversi piccoli stati e trasformandoli in stati-vassallo; fra questi il più importante fu quello del popolo Abron, conquistato nel 1724.
L'avanzata verso nord fu però arrestata da altre potenze della regione, le quali dirottarono il movimento di espansione verso sud, dove il regno Ashanti conquistò le popolazioni Akyem e Akwamu, acquisendo le rotte commerciali con i mercanti olandesi presenti nella città di Elmina.