Bozo

I Bozo, nomadi del fiume, sono un gruppo etnico dell’africa dell’ovest (Mali) di lingua sudanese, composto da più di 300 mila pescatori che vivono lungo il fiume Niger e il Bani, suo affluente, prevalentemente fra Niafounké e la regione di Ségou. Si pensa che il nome di questa popolazione derivi dal termine bambara “bo-so”, casa di bamboo. I Bozo si spostano in piroga secondo le stagioni e le piene del fiume in cerca di buoni territori di pesca, accampandosi sulle rive in capanne di paglia provvisorie. In minor misura gli appartenenti a questo gruppo si dedicano anche all’agricoltura. Le loro lingue, derivanti dal gruppo mande settentrionale, sono generalmente considerate come diverse varietà dialettali mentre, in realtà, sembra che esistano almeno quattro diverse varianti linguistiche autonome. Per quanto riguarda la religione i “maestri dell’acqua” (come vengono anche chiamati) sono quasi totalmente convertiti alla religione islamica anche se permangono credenze animiste in una piccola parte della popolazione.
Sembra che i Bozo, e la loro cultura, discendano dall’antico impero del Ghana fino a quando presero possesso delle rive del fiume Niger. Le città di Djennè e Mopti in Mali sono state fondate da questo popolo.
Con i vicini Dogon mantengono un ancestrale sistema di alleanze e di mutua assistenza. La tradizione orale fa risalire l'amicizia con i Dogon ad alcune vicissitudini occorse durante un periodo di grande carestia all'inizio del 1900. Le leggende narrano che gli anziani Bozo e Dogon si sarebbero amputati parte degli arti inferiori per sfamare i bambini Bozo e Dogon che altrimenti sarebbero morti di fame.
Un censimento effettuato nel 2000 ha stimato la popolazione dei Bozo del Mali come composta da poco più di 132000 persone.
